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    E alla fine decide un punto, un punticino lasciato al Meazza contro la Roma. Magari quel calcio di rigore che ci spettava l’avremmo sbagliato, magari no. E allora saremmo qui, con i calendari alla mano, a discutere della data migliore per giocarsi lo spareggio. E non sarebbe roba da poco, giacché siamo in attesa di giocare la finale della competizione più importante, quella che archivierà questa stagione tra le indimenticabili della nostra storia — in un senso o nell’altro.

    È stato un campionato folle, tanto che, sul vantaggio del Napoli, per un momento ho pensato che solo noi avremmo potuto vincerlo. Ma la vecchia Pazza Inter, evidentemente, non c’è più: è stata rimpiazzata da pragmatismo e programmazione di inzaghiana e marottiana fattura. Ed è un bene: due finali di Champions in tre anni, chi mai le ha viste? Dopo quasi mezzo secolo di sussulti a tinte nerazzurre, posso contare sufficienti cartoline scintillanti impresse nelle sinapsi e cicatrici sul cuore, e vi assicuro che stagioni capaci di vantare un’intensità e un’altalena di emozioni come quella che sta per concludersi non ce ne sono molte, forse nessuna.

    Mi piacerebbe chiedere al mister come mai, a suo tempo, non abbia risparmiato nervi e muscoli ai “titolarissimi”, evitandogli le fatiche delle due coppe nazionali. Chi mi conosce sa che da gennaio predico parsimonia, considerato che siamo la squadra più vecchia d’Italia… e ho a lungo imprecato quando ho letto dei complimenti a Inzaghi per aver schierato in Supercoppa gli stessi uomini del Campionato e delle critiche a Gasperini per il turnover esagerato. Ecco. Oggi, probabilmente, gli stessi scriverebbero l’esatto contrario. Del resto, in queste ultime partite, le seconde linee hanno rimpolpato il nostro tesoretto con prestazioni e punti.

    Detto ciò, mi auguro davvero che il mister impari da questa esperienza e che continui a “sedersi” — si fa per dire con Inzaghi… — ancora a lungo sulla nostra panca. Quella che ha messo in pista è una macchina eccezionale: non ricordo altre Inter così belle e competitive, in abito nazionale e internazionale.

    A completare questo finale di stagione, registriamo anche la proposta indecente degli arabi dell’Al-Hilal Saudi Club che promettono ponti d’oro al nostro tecnico — tentandolo (inutilmente, spero) — e la lettera di Domenico Rocca inviata alla Commissione Arbitrale Nazionale, che ci fa incazzare ancora di più, se mai fosse possibile.