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  • juventus, plusvalenze, patteggiamenti e penalizzazioni

    Il 28 luglio di due anni fa l’UEFA escludeva la juventus dalla Conference League

    Se qualcuno cerca ancora di raccontare la storiella della “juventus punita per le plusvalenze come tutti”, è bene che si fermi un attimo. E legga le carte, possibilmente quelle scritte in italiano giuridico, non in dialetto da curva.

    Perché la realtà, al netto dei comunicati e delle conferenze stampa, è una: la juventus è stata l’unica a essere punita perché l’unica che ha falsificato i bilanci.

    Il peccato originale non sono le plusvalenze, ma il falso

    Tutti, nel calcio italiano, hanno provato l’ebbrezza della plusvalenza creativa.

    Tutti si sono scambiati primavera con clausole esoteriche e valutazioni più adatte a un catalogo d’arte contemporanea che a un registro contabile.

    Ma c’è una differenza tra vendere bene e falsificare un bilancio con atti contrari alla legge.

    La juventus è finita sotto sanzione sportiva perché, a differenza degli altri, ha:

    • registrato plusvalenze fittizie con dolo provato
    • creato accordi occulti sugli stipendi
    • omesso comunicazioni dovute agli azionisti
    • architettato manovre contabili con tanto di documentazione interna

    E lo ha fatto da società quotata in Borsa, aggravando il quadro.

    📌 Cosa sono le plusvalenze?

    Le plusvalenze sono i guadagni realizzati dalla vendita di un calciatore per un prezzo superiore a quello a bilancio.

    Se un club vende un giovane valutato 0 a 10 milioni, registra +10 a bilancio.

    Il problema nasce quando i valori sono gonfiati di proposito, senza reale corrispettivo di mercato, per migliorare artificiosamente il bilancio.

    Le date non mentono: quando arrivano le prove, arrivano le condanne

    Nel gennaio 2023, la Corte d’Appello FIGC punisce la juventus con -15 punti per le plusvalenze.

    Il Collegio di Garanzia del CONI, ad aprile, chiede di motivare meglio.

    E a maggio, arriva la conferma definitiva: -10 punti, inflitti per violazione dell’art. 4 (lealtà sportiva) con documentazione concreta: intercettazioni, fogli Excel, accordi verbali registrati.

    Tutto questo mentre le altre società coinvolte non sono state sanzionate semplicemente perché non esistevano “fatti nuovi”, cioè non erano emerse prove di dolo.

    📌 Articolo 4 Codice di Giustizia sportiva

    L’art. 4 punisce ogni comportamento che violi il principio di lealtà, correttezza e probità sportiva.

    È un articolo “ombrello”, usato per sanzionare condotte gravi anche se non direttamente previste altrove.

    Nel caso juve, è stato applicato in base ai documenti emersi dall’indagine Prisma.

    Stagione 2023/24: la juve si salva… pagando

    Nel maggio 2023, la juventus accetta un patteggiamento con la FIGC per evitare il secondo round: quello della “manovra stipendi”.

    Risultato?

    • Multa da 718 mila euro
    • Nessuna penalizzazione nella stagione 2023/24

    Ma attenzione: se la juve non avesse patteggiato, erano concrete le ipotesi di ulteriori punti di penalizzazione, cumulabili con quelli già inflitti per le plusvalenze (10 punti nel 2022/23).

    In parole povere: altro giro, altra penalizzazione.

    📌 Cosa significa “manovra stipendi”?

    Durante la pandemia, la juventus comunicò ufficialmente di aver tagliato 4 mensilità agli stipendi dei calciatori.

    In realtà, erano stati firmati accordi privati non depositati per restituire quelle mensilità “in nero” negli anni successivi.

    Una manovra contabile falsa, mai contabilizzata, con effetti sul bilancio e sulle comunicazioni alla Consob.

    E gli altri? Nessuna prova = nessuna sanzione

    L’Inter, il Napoli, la Roma, l’Atalanta, la Sampdoria e compagnia citate nelle carte iniziali non sono state punite perché non sono emersi elementi nuovi di reato.

    Senza mail compromettenti, senza confessioni interne, senza Excel sospetti, la giustizia sportiva non può sanzionare sulla base di valutazioni “soggettive”.

    Chiedere di punire “anche gli altri” in assenza di prove significa voler trasformare il diritto in un esercizio da moviola televisiva.

    Ma qui non siamo a Tiki Taka: siamo in un’aula con codici e sentenze.

    📌 Cosa sono i “fatti nuovi”?

    Per riaprire un processo sportivo già archiviato, servono nuovi elementi non noti al tempo della prima decisione.

    Nel caso juventus, le carte dell’indagine Prisma hanno fornito intercettazioni e documenti inediti, che hanno permesso di riaprire il caso.

    Per gli altri club non è emerso nulla di nuovo o penalmente rilevante.

    Lezione contabile: chi sbaglia e lascia traccia, paga

    Se la juventus avesse semplicemente scambiato giocatori a valutazioni alte, sarebbe rimasta nella zona grigia in cui oggi prosperano tanti.

    Ma ha lasciato documenti, conversazioni, conti truccati. E li ha lasciati a procuratori, Consob, UEFA, e FIGC.

    Non c’è complotto. C’è un reato sportivo e penale.

    📌 Il ruolo della CONSOB e della UEFA

    Essendo quotata in Borsa, la juventus è soggetta ai controlli della Consob.

    Comunicare dati falsi o incompleti costituisce reato.

    La UEFA, da parte sua, ha escluso la juve dalla Conference League 2023/24 per violazione delle regole di fair play finanziario.

    Capitolo UEFA: l’Europa non perdona

    Nel luglio 2023, mentre in Italia si chiudeva con un patteggiamento, l’UEFA calava la mannaia.

    Niente sentimentalismi, niente attenuanti.

    La juventus viene esclusa dalla Conference League 2023/24 per violazione del Settlement Agreement e delle regole sul fair play finanziario.

    Motivo? Comunicazioni fuorvianti e documentazione contabile alterata.

    La UEFA non si è limitata a una multa simbolica: ha scelto l’esclusione dalle coppe, la sanzione più dura.

    E lo ha fatto senza alcun bisogno delle polemiche da bar: ha letto i bilanci, ha trovato le manipolazioni, e ha sanzionato.

    📌 Che cos’è il “settlement agreement”?

    È un accordo firmato tra un club e la UEFA per rientrare gradualmente nei parametri del Financial Fair Play.

    Nel 2022, la juventus si era impegnata a rispettare determinati vincoli economici.

    Ma ha violato quell’accordo con manovre contabili irregolari, documentate anche dalle autorità italiane.

    Reati sportivi e finanziari: i due fronti della sanzione

    Il caso juventus è un unicum perché agisce su due binari paralleli, entrambi gravi:

    1. La giustizia sportiva italiana, che ha sanzionato la società con –10 punti nel 2022/23 e poi ha chiuso con il patteggiamento nel secondo filone (stipendi e rapporti opachi con agenti).
    2. La giustizia UEFA, che ha inflitto una squalifica dalle competizioni europee, privando la juventus della Conference League 2023/24, con danni d’immagine e mancati introiti stimati in oltre 25 milioni di euro.

    📌 Il ruolo dell’UEFA

    L’UEFA valuta l’equilibrio economico dei club che partecipano alle sue competizioni.

    Nel caso juventus, ha riscontrato che la società aveva “alterato i propri conti” per ottenere la licenza UEFA.

    Una condotta giudicata “inaccettabile e sleale” verso gli altri club partecipanti.

    Quando le carte parlano, le scuse tacciono

    L’Italia ha punito la juventus perché le carte erano schiaccianti.

    L’Europa l’ha esclusa perché i bilanci erano truccati.

    Né in FIGC, né a Nyon si può entrare con la cravatta elegante e uscirne con una carezza sulla spalla.

    Chi omette obblighi verso Consob, simula tagli agli stipendi che non ha fatto, genera plusvalenze fasulle con giocatori da figurine Panini, e poi firma accordi per nascondere tutto… non può aspettarsi clemenza.

    Può solo ringraziare chi gli ha permesso di patteggiare.

    📌 Cosa conteneva l’indagine “Prisma”

    L’inchiesta della Procura di Torino ha portato alla luce:

    • Intercettazioni compromettenti tra dirigenti
    • Accordi nascosti con calciatori e agenti
    • Bilanci manomessi per ottenere iscrizioni e licenze

    Questi documenti sono stati usati sia dalla FIGC sia dall’UEFA per adottare le proprie sanzioni.

    Il nodo è contabile, non mediatico

    Chi racconta che la juventus è stata l’unica punita per le plusvalenze omette un dettaglio fondamentale:

    la juventus è stata punita per il falso in bilancio.

    Non per il valore gonfiato di un calciatore, ma per aver manomesso i conti e averlo coperto con atti occulti.

    Non è persecuzione, è illecito documentato.

    È stata salvata da ulteriori penalizzazioni solo grazie a un patteggiamento, che ha chiuso il secondo filone senza punti in meno, ma con l’ammissione delle violazioni.

    E mentre in Italia si cerca ancora la cornice giusta per questo quadro, l’Europa ha già staccato il chiodo dal muro.

    La juve, fuori.

    Non per antipatia. Ma per giustizia contabile.

  • Processo Prisma: gli ex vertici juventus chiedono il patteggiamento. Per Agnelli proposta una pena di 1 anno e 8 mesi con sospensione

    Una svolta decisiva potrebbe segnare la conclusione del Processo Prisma, la complessa inchiesta giudiziaria che da oltre due anni ha messo sotto la lente della magistratura le operazioni finanziarie e contabili della juventus. Durante l’udienza svoltasi questa mattina presso il Tribunale di Roma, i legali degli ex dirigenti bianconeri hanno formalizzato al giudice per l’udienza preliminare Anna Maria Gavoni la richiesta di patteggiamento, già condivisa e approvata dalla Procura capitolina.

    Le pene richieste nel patteggiamento

    Le richieste, che attendono ora l’omologazione da parte del Gup nella prossima udienza fissata per il 22 settembre, riguardano alcuni tra i principali ex responsabili della società:

    • Andrea Agnelli, ex presidente: 1 anno e 8 mesi, pena sospesa.
    • Pavel Nedved, ex vicepresidente: 1 anno e 2 mesi, pena sospesa.
    • Fabio Paratici, ex direttore sportivo: 1 anno e 6 mesi, pena sospesa.
    • Cesare Gabasio, ex consigliere legale: 1 anno e 6 mesi, pena sospesa.
    • Stefano Cerrato, Chief Financial Officer: 1 anno, pena sospesa.
    • Maurizio Arrivabene, ex amministratore delegato: richiesta di proscioglimento.

    L’accordo di patteggiamento prevede pene sospese e rappresenta a tutti gli effetti un’ammissione della responsabilità penale, seppur in forma attenuata, e l’accettazione di una sanzione concordata con i pubblici ministeri.

    I reati contestati

    L’inchiesta, coordinata dai magistrati Lorenzo del Giudice e Giorgio Orano, è nata nel 2021 ed è stata trasferita a Roma per competenza territoriale. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di:

    • Manipolazione del mercato (art. 185 del TUF),
    • False comunicazioni sociali da parte di società quotate (art. 2622 c.c.),
    • Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti (art. 2 D.Lgs. 74/2000),
    • Ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza (art. 2638 c.c.).

    Secondo la ricostruzione della Procura, la juventus avrebbe effettuato operazioni di plusvalenze artificiose attraverso lo scambio di calciatori con altre società, registrando a bilancio valori gonfiati senza che vi fossero corrispettivi economici reali. In parallelo, durante il periodo pandemico, sarebbe stata messa in atto una manovra sugli stipendi volta a simulare rinunce salariali da parte dei calciatori, salvo poi accordarsi privatamente per il pagamento differito di quanto dovuto, eludendo così le comunicazioni ufficiali ai mercati e agli organi di controllo.

    Le implicazioni per Consob e parti civili

    Un elemento centrale nell’accordo è l’intenzione, da parte degli imputati, di risarcire i danni alla Consob, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari, che si è costituita parte civile nel processo. Oltre alla Consob, si sono costituite oltre 200 parti civili, tra cui piccoli azionisti e investitori che si ritengono danneggiati dalle presunte false rappresentazioni contabili.

    Nel quadro del patteggiamento, gli ex dirigenti juventini avrebbero espresso la disponibilità a riconoscere forme di indennizzo economico a queste parti, come ulteriore elemento a sostegno dell’accordo.

    Un percorso giudiziario lungo e complesso

    Il Processo Prisma rappresenta il filone penale più rilevante emerso dalle indagini sulle operazioni contabili della juventus, già oggetto di un giudizio sportivo che nel corso del 2023 ha comportato sanzioni in ambito FIGC, tra cui penalizzazioni in classifica e l’esclusione dalle coppe europee.

    A livello penale, il procedimento ha richiesto mesi di indagini, perizie tecniche e l’esame di una mole ingente di documentazione finanziaria, intercettazioni telefoniche e scambi interni di e-mail, che avrebbero evidenziato un quadro sistematico di elusione contabile e opacità gestionale.

    Prossimi sviluppi

    Il giudice Anna Maria Gavoni si pronuncerà il 22 settembre 2025 sull’accettazione o meno dei patteggiamenti proposti. In caso di esito favorevole, il procedimento penale a carico degli ex dirigenti juventini si concluderebbe senza dibattimento, ma con il riconoscimento formale delle responsabilità. Per Maurizio Arrivabene, invece, la richiesta di proscioglimento dovrà essere valutata separatamente.

    Il possibile epilogo consensuale rappresenterebbe non solo una pagina conclusiva per il fronte giudiziario della juventus, ma anche un precedente significativo sul piano della responsabilità penale nella gestione economica delle società sportive quotate in borsa.