50 milioni per Lookman. Ma anche no…

Non me ne vogliano gli estimatori del calcio moderno – quello fatto di highlights, grafiche 3D e aste tra fondi di investimento – ma sentire che si vorrebbero spendere 50 milioni per acquistare Ademola Lookman mi provoca un leggero prurito contabile, seguito da un discreto mal di pancia nerazzurro.

Sia chiaro: Lookman è un ottimo giocatore. Bravo, veloce, funambolico, elegante come una giacchetta doppiopetto alla Scala, e a volte pure letale. Ma da qui a diventare un acquisto da mezza manovra finanziaria, ce ne passa. La tripletta in finale di Europa League non è un curriculum, è un picco. I picchi, come sa chi frequenta la montagna e non solo la Borsa, sono bellissimi, ma pericolosi: da lì si può solo scendere.

Spendere 50 milioni per un attaccante, in una squadra che ha già Lautaro, Thuram, Taremi, Bonny e l’astro nascente Pio Esposito, è come ordinare il caviale su un risotto già condito: un lusso che confonde il gusto e rovina la digestione.

E mentre ci si svena per aggiungere pepe a un reparto già piccante, a centrocampo si arranca, con Barella che gioca ogni partita come se dovesse coprire tre maglie, e in difesa si balla, con un Acerbi stanco e un De Vrij che guarda più la panchina che l’avversario.

Insomma, prima di comprare un Lookman, guardiamoci in faccia (e in bilancio): servono muscoli freschi a metà campo, un vice-Barella vero, non uno di passaggio; serve una falcata giovane in fascia sinistra, per non dover riesumare ogni anno Darmian come fosse Highlander; serve un centrale difensivo di domani, che inizi a respirare l’aria di Bastoni e Pavard.

L’Inter, quella vera, è una società che ha vinto con idee e rigore, non con lo shopping compulsivo. Marotta non è uno che compra per vanità: lui sa riconoscere un affare da un capriccio. E questo, al momento, puzza di capriccio mediatico da fine luglio. Spendere 50 milioni per Lookman è come ordinare uno champagne da 800 euro e poi scoprire che sei astemio. Meglio un buon “novello” tattico, se è quello che ti serve per restare in piedi fino a maggio.

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