Quando il milan perse la faccia… e pure la categoria

Quarantacinque anni dopo, il calcio italiano ricorda il Totonero. Alcuni con nostalgia, altri con imbarazzo. 27 maggio, quando il milan retrocesse per meriti extracalcistici.

Nel 1980, il milan non fu retrocesso per aver perso troppe partite, ma per averne vinte una di troppo, pagando (cit.)..

Parliamo di milan–Lazio del 6 gennaio. Finì 2-1. Non fu una partita, fu un investimento. Ventimilioni di lire, si disse. Più che una cifra, una ricevuta di colpevolezza. Sia chiaro, nessuno pretendeva che si truccassero le partite in modo elegante. Ma almeno con discrezione. Invece ci fu un assegno. Autografato. Una specie di autodenuncia bancaria.

C’era una volta un calcio dove si correva per la maglia, si sudava per la gloria… e poi si passava a incassare assegni postdatati dietro le saracinesche dei ristoranti romani. In campo c’erano i campioni, ma fuori, sotto banco, c’erano i furbi – quelli con la valigetta in una mano e l’innocenza finta nell’altra.

Il protagonista? Felice Colombo, un presidente che di “felice” aveva solo il nome. Per assicurarsi un bel 2‑1 col Lazio, mise giù un bel “gruzzoletto”: venti milioni di lire, mica noccioline! Che all’epoca erano il corrispettivo di un appartamento… o di una retrocessione, dipende dai punti di vista.

Domenica 23 marzo 1980, ore 19: i poliziotti non vanno allo stadio, ci entrano proprio.
“Scusi, lei è Enrico Albertosi?”
“Sì…”
“Ci segua. Ma senza i guanti da portiere, stavolta.”

Fu uno spettacolo indecoroso, ma molto italiano: retate in diretta televisiva, indignazione a rate, giornalisti col microfono e il dito puntato, e i tifosi che da casa pensavano: “Ahò, ma che stamo a guardà, ‘Un giorno in Pretura’?”

Il bello (o il brutto) è che la giustizia penale li prosciolse tutti: non esisteva ancora una legge contro la frode sportiva.

E allora? Ci pensò la FIGC, con la delicatezza di un caterpillar su un’aiuola:

  • milan retrocesso in Serie B, senza nemmeno il bisogno del pallottoliere.
  • Colombo radiato, cioè cacciato con ignominia… salvo poi tornare qualche anno dopo. Come certi attori che fanno sempre la stessa parte.
  • I giocatori? Alcuni squalificati a lungo, altri a lungo dimenticati.
  • E il calcio italiano? Sputtanato in mondovisione, con l’eleganza di chi scivola su una buccia di banana, vestito da presidente di Lega.

Il milan, per la prima volta, ma non per l’ultima, va in Serie B. Fu una purghetta breve ma indigesta. Tornarono subito in A, ma lo scandalo lasciò cicatrici. Non solo nella classifica, ma nella fiducia: dei tifosi, dei cronisti, degli stessi calciatori. Nel 1982, solo due anni dopo il Totonero, il club retrocesse di nuovo, stavolta gratis (cit.).

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