Processo Prisma: gli ex vertici juventus chiedono il patteggiamento. Per Agnelli proposta una pena di 1 anno e 8 mesi con sospensione

Una svolta decisiva potrebbe segnare la conclusione del Processo Prisma, la complessa inchiesta giudiziaria che da oltre due anni ha messo sotto la lente della magistratura le operazioni finanziarie e contabili della juventus. Durante l’udienza svoltasi questa mattina presso il Tribunale di Roma, i legali degli ex dirigenti bianconeri hanno formalizzato al giudice per l’udienza preliminare Anna Maria Gavoni la richiesta di patteggiamento, già condivisa e approvata dalla Procura capitolina.

Le pene richieste nel patteggiamento

Le richieste, che attendono ora l’omologazione da parte del Gup nella prossima udienza fissata per il 22 settembre, riguardano alcuni tra i principali ex responsabili della società:

  • Andrea Agnelli, ex presidente: 1 anno e 8 mesi, pena sospesa.
  • Pavel Nedved, ex vicepresidente: 1 anno e 2 mesi, pena sospesa.
  • Fabio Paratici, ex direttore sportivo: 1 anno e 6 mesi, pena sospesa.
  • Cesare Gabasio, ex consigliere legale: 1 anno e 6 mesi, pena sospesa.
  • Stefano Cerrato, Chief Financial Officer: 1 anno, pena sospesa.
  • Maurizio Arrivabene, ex amministratore delegato: richiesta di proscioglimento.

L’accordo di patteggiamento prevede pene sospese e rappresenta a tutti gli effetti un’ammissione della responsabilità penale, seppur in forma attenuata, e l’accettazione di una sanzione concordata con i pubblici ministeri.

I reati contestati

L’inchiesta, coordinata dai magistrati Lorenzo del Giudice e Giorgio Orano, è nata nel 2021 ed è stata trasferita a Roma per competenza territoriale. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di:

  • Manipolazione del mercato (art. 185 del TUF),
  • False comunicazioni sociali da parte di società quotate (art. 2622 c.c.),
  • Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti (art. 2 D.Lgs. 74/2000),
  • Ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza (art. 2638 c.c.).

Secondo la ricostruzione della Procura, la juventus avrebbe effettuato operazioni di plusvalenze artificiose attraverso lo scambio di calciatori con altre società, registrando a bilancio valori gonfiati senza che vi fossero corrispettivi economici reali. In parallelo, durante il periodo pandemico, sarebbe stata messa in atto una manovra sugli stipendi volta a simulare rinunce salariali da parte dei calciatori, salvo poi accordarsi privatamente per il pagamento differito di quanto dovuto, eludendo così le comunicazioni ufficiali ai mercati e agli organi di controllo.

Le implicazioni per Consob e parti civili

Un elemento centrale nell’accordo è l’intenzione, da parte degli imputati, di risarcire i danni alla Consob, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari, che si è costituita parte civile nel processo. Oltre alla Consob, si sono costituite oltre 200 parti civili, tra cui piccoli azionisti e investitori che si ritengono danneggiati dalle presunte false rappresentazioni contabili.

Nel quadro del patteggiamento, gli ex dirigenti juventini avrebbero espresso la disponibilità a riconoscere forme di indennizzo economico a queste parti, come ulteriore elemento a sostegno dell’accordo.

Un percorso giudiziario lungo e complesso

Il Processo Prisma rappresenta il filone penale più rilevante emerso dalle indagini sulle operazioni contabili della juventus, già oggetto di un giudizio sportivo che nel corso del 2023 ha comportato sanzioni in ambito FIGC, tra cui penalizzazioni in classifica e l’esclusione dalle coppe europee.

A livello penale, il procedimento ha richiesto mesi di indagini, perizie tecniche e l’esame di una mole ingente di documentazione finanziaria, intercettazioni telefoniche e scambi interni di e-mail, che avrebbero evidenziato un quadro sistematico di elusione contabile e opacità gestionale.

Prossimi sviluppi

Il giudice Anna Maria Gavoni si pronuncerà il 22 settembre 2025 sull’accettazione o meno dei patteggiamenti proposti. In caso di esito favorevole, il procedimento penale a carico degli ex dirigenti juventini si concluderebbe senza dibattimento, ma con il riconoscimento formale delle responsabilità. Per Maurizio Arrivabene, invece, la richiesta di proscioglimento dovrà essere valutata separatamente.

Il possibile epilogo consensuale rappresenterebbe non solo una pagina conclusiva per il fronte giudiziario della juventus, ma anche un precedente significativo sul piano della responsabilità penale nella gestione economica delle società sportive quotate in borsa.

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